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venerdì 16 settembre 2011

Domande e risposte: SORDITA' INFANTILE, COME RICONOSCERLA?

Di seguito riportiamo alcune indicazioni di base circa il normale sviluppo dei comportamenti uditivi e comunicativi nel bambino nelle differenti fasce d'età. Se i comportamenti di un bambino si discostano da quelli riportati, potrebbe sussistere una qualche difficoltà uditiva, per cui meglio ricorrere ad uno specialista e sottoporlo ad un test dell’udito.
…attorno ai 3 mesi: reagisce a suoni e rumori senza avere un contatto visivo con la loro fonte; …attorno ai 6 mesi: viene sorpreso da un rumore improvviso, mentre si calma e ascolta attentamente quando sente una voce, si gira quando sente rumori provenienti da direzioni diverse, ride;
…attorno ai 9 mesi: ascolta la sua stessa voce e prova ad emettere suoni diversi sperimentando diversi tipi di melodie;
…attorno ai 12 mesi: presta attenzione anche a suoni lievi come il ticchettio di un orologio o il fruscio della carta, risponde quando viene chiamato per nome, riproduce per imitazione alcune sillabe, sa dire almeno una parola e tenta di attirare su di sé l'attenzione attraverso suoni e altri gorgheggi;
…attorno ai 18 mesi: reagisce a stimoli uditivi che gli vengono da una distanza ravvicinata, conosce alcune parole, sa chiamare per nome i suoi cari e alcuni oggetti, sa esprimere semplici richieste e sa imitare i versi degli animali.
…attorno ai 24 mesi: risponde quando viene chiamato per nome anche a qualche metro di distanza, usa frasi semplici, generalmente composte da due parole;
…tra i 3 e i 5 anni: è in grado di usare il linguaggio, di esprimere i suoi desideri e sentimenti, di fare e rispondere a domande.

lunedì 22 febbraio 2010

Domande e risposte: SORDITA' INFANTILE... QUANDO INTERVENIRE?

Premettendo che circa 15 bambini su 1000 sono affetti da problemi uditivi, è importante sottolineare che una diagnosi precoce ed un intervento tempestivo possono ridurre al minimo i disagi causati da questi disturbi. Alla nascita, infatti, le parti del cervello del bambino deputate all'ascolto non sono ancora completamente sviluppate: tale sviluppo si conclude generalmente entro il primo anno d'età. Se si interviene entro i 6 mesi di vita, le fibre del cervello sono ancora così plastiche da permettere anche a bambini audiolesi di sviluppare eccellenti capacità di linguaggio. Purtroppo, i bambini non sono in grado di dirci che non sentono, per cui i genitori dovrebbero prestare molta attenzione a qualsiasi sintomo o segnale di difficoltà uditiva. Non è mai troppo presto per testare le capacità uditive di un bambino!

lunedì 18 gennaio 2010

Domande e risposte: SORDITA', A CHI RIVOLGERSI?

La prima persona a cui rivolgersi per sospetti problemi uditivi è certamente il medico di famiglia che potrà indicarvi la strada da seguire ed eventualmente indirizzarvi verso uno specialista.
In generale, le principali figure professionali che lavorano nell'ambito della diagnosi e terapia dei disturbi dell'udito sono le seguenti:
AUDIOLOGO: è un medico specializzato in audiologia (la scienza dell'udito), cioè nello studio e nella cura delle malattie dell'orecchio. Si occupa specificatamente dei disturbi dell'udito e dell'equilibrio, delle manifestazioni patologiche connesse alla sordità, delle relative terapie medico-chirurgiche e delle varie tecniche di protesizzazione.
OTORINOLARINGOIATRA: è lo specialista che si occupa del trattamento medico e chirurgico delle patologie dell'orecchio, del naso, della gola, e delle strutture correlate della testa e del collo.
TECNICO AUDIOMETRISTA: è un tecnico che si occupa della valutazione delle patologie del sistema uditivo e vestibolare; mediante prove non invasive psico-acustiche ed elettrofisiologiche valuta e misura il funzionamento del sistema uditivo e vestibolare.
TECNICO AUDIOPROTESISTA: è un tecnico che si occupa della fornitura, dell'adattamento e del controllo dei presidi protesici per la correzione dei deficit uditivi. La sua attività comprende la scelta e l'applicazione dei presidi, la personalizzazione degli apparecchi acustici, il counseling e il controllo il paziente.
LOGOPEDISTA: è un operatore sanitario specializzato nell'educazione e nella rieducazione dei disturbi della voce, della parola e del linguaggio. Egli interviene, a seguito della diagnosi e prescrizione da parte di un medico, con la riabilitazione delle patologie del linguaggio e della comunicazione sia durante l'età evolutiva, sia in fase adulta e geriatrica.

mercoledì 13 gennaio 2010

Domande e risposte: QUALI AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE SORDE?

I cittadini sordi riconosciuti invalidi civili hanno diritto a:
-fornitura e riparazione gratuita della protesi acustica e sussidi (invalidità > 34 %);
-promozione all’inserimento lavorativo (invalidità > 46%), (legge n.68, 12.03.1999);
-esenzione ticket, purché riconosciuto con invalidità civile > 67% o affetto da sordità congenita.

Domande e risposte: QUALI PROTESI PER QUALI TIPI DI SORDITA'?

Oggi le tecnologie di elaborazione digitale consentono alle protesi a orecchio aperto un’ampia gamma di applicazione, dalle sordità lievi alle gravi: queste protesi sono molto facili da applicare e confortevoli all’uso, consentendo applicazioni prima quasi impossibili anche con gli endo o retroauricolari più sofisticati.
Inoltre non bisogna dimenticare che le protesi endoauricolari sono di costituzione meno robusta (sono sempre apparecchi realizzati in pezzo unico a differenza dei retro prodotti in serie di decine o centinaia di migliaia) e comunque sono piu’ soggette a manutenzione periodica.

L’uso delle protesi retroauricolari tradizionali oggi può essere quindi limitato alle sordità più gravi o della prima infanzia.

Domande e risposte: IN QUALI CASI E' CONSIGLIABILE L'IMPIANTO COCLEARE?

Premettendo che la risposta a questa domanda dipende da diversi e numerosi fattori, non solo audiologici, in generale possiamo affermare che l’impianto cocleare è consigliabile agli adulti con sordità grave che non trovano beneficio dall’uso di apparecchi acustici e ai bambini; in quest’ultimo caso l’impianto deve essere preferibilmente effettuato intorno ai 18-24 mesi di vita, mentre prima è indispensabile l’uso della protesi acustica e della terapia riabilitativa.
Negli adulti con sordità grave congenita che non hanno mai sfruttato l’udito e non portano apparecchi acustici, l’impianto cocleare è invece sconsigliabile.